Testamento 3 luglio 1812
Dal "Repertorio generale de testamenti":
- Notaro Michele Fabbrichesi in Firenze
Testamento per atto pubblico
L'Anno milleottocentododici il dì tre del mese di Luglio.
Avanti di me Dottore Michele di Egidio Fabbrichesi notaro Imperiale di residenza a Firenze in via del Giglio al numero quattromilaseicentoquattordici, ed in presenza dei Signori Dottore Antonio di Ser Francesco Cleofe Torrigiani, avouè al Tribunale di prima istanza di detta città domiciliato in Firenze in via del Giglio al suddetto numero, Gaetano del fu Giuseppe Lottini scritturale, domiciliato in via Nuova da Ognissanti al numero tremilanovecentocinquantasette, Antonio del fu Angiolo Maria Castri proprietario domiciliato in via Larga al numero seimilasessantuno, e Luigi del fu Olivo Coppini proprietario domiciliato anch'esso in detta città di Firenze al numero seimiladugentoventitre tutti quattro testimoni, ed aventi i requisiti voluti dalla Legge, è comparso il Signore Lorenzo del fu Signore Francesco Torrini proprietario domiciliato a Castiglioni Cantone del Ponte a Sieve, quale essendo sano di corpo, e di mente, conforme è sembrato a me notaro, e testimoni sottoscritti, ha dttato a me notaro sottoscritto in presenza dei quattro suddetti testimoni il suo testamento come segue.
Primieramente raccomando l'Anima mia all'onnipotente Dio, alla Gloriosissima sempre Vergine Madre Maria, ed a tutta la Corte celestiale affinchè mi assistano sempre, e più particolarmente poi nel punto estremo di mia vita. Quanto alle preci necessarie per il riposo della mia Anima voglio che nel giorno immediato della mia Morte sieno fatte celebrare nella Chiesa parrocchiale dove accadrà detta mia morte numero cinquanta messe di requiem, con la elemosina consueta, con più un decente Mortorio da farsi in detta Chiesa, dell'esecuzione dei quali suffragi specialmente incarico Francesco Torrini mio Nipote uno dei Legatari Universali in appresso nominati.
Ordino, e voglio che dagl'infrascritti miei Eredi, e Legatari universali sia impetrata dal Governo la grazia per fare annualmente, ed in perpetuo nella Chiesa di Castiglioni la Novena in onore del Patriarca San Giuseppe, con la spesa parimente annuale di Franchi ventitre, e cinquantadue centesimi, pari a lire ventotto Fiorentine qualora detta grazia non venga domandata in vita da me Testatore, qualora poi al tempo di detta mia morte la detta Chiesa di Castiglioni fosse soppressa, voglio che detta novena sia fatta nella Chiesa Parrochiale alla quale sarò sottoposto al tempo di detta mia morte.
Ordino egualmente che se detti miei Eredi non impetrassero la detta grazia, o non eseguissero la detta novena, il Parroco pro tempore della Parrocchia dove dovrà farsi la medesima resterà autorizzato a domandare la grazia suddetta, e fare eseguire il legato.
Voglio che dagl'infrasrcitti miei Eredi Universali sia passata alla Maria Lavacchi, vedova di Luigi Torrini mia cognata il trattamento di tavola, vitto quartiere, medici, e medicine, e quanto altro di presente riceve, tutte le volte che (bensi?), e fino a tanto che continuerà a convivere con i propri figli, e si manterrà in stato vedovile.
Do e lego alla Caterina, Rosa, e Annunziata fra di loro sorelle, e figli del fu Luigi Torrini, miei nipoti Franchi tremilacinquecentoventiotto, o sieno Scudi Fiorentini seicento per ciascheduna a titolo di dote, e da conseguirsi al tempo del loro matrimonio e tutte le volte che avessero conseguita la dote in vita di me Testatore per essersi in detto tempo maritate.
Do, e lego per antiparte, e senza obbligo di collazione a Francesco del fu Luigi Torrini mio nipote Franchi cinquemilaottocentoottanta, pari a Scudi mille Toscani per godere, fare, e disporre da detto mio nipote del legato qui sopra lasciato, come di cosa a lui appartenente in piena proprietà, e godimento a contare dal giorno della mia morte.
Quanto al restante dei miei beni tanto mobili, che stabili, rendite, crediti, diritti, ed azioni di qualunque sorte essi sieno dopo pagati i miei debiti unitamente ai legati che ho fatti li do, e lego a Francesco, e Antonio fra di loro fratelli, e figli del fu Luigi Torrini miei nipoti, che istituisco miei eredi e legatari universali per eguale porzione.
Questo testamento è stato così dettato dal testatore a me notaro sottoscritto che l'ho scritto tale quale mi è stato dettato, e l'ho letto in seguito al testatore alla presenza dei suddetti, ed infrascritti testimoni, che ha dichiarato comprenderlo, e perseverarvi, il tutto sempre in presenza dei detti testimoni.
Fatto, rogato, e pubblicato il presente testamento nello studio di me suddetto, ed infrascritto notaro posto come sopra in Firenze in via del Giglio al numero quattromilaseicentoquattordici questo suddetto dì tre luglio milleottocentododici alle ore undici antemeridiane quale è stato sottoscritto da detti signori Dottore Antonio Torrigiani, Gaetano Lottini, Antonio Castri, e Luigi Coppini testimoni, e dal nominato Signore Lorenzo Torrini testatore unitamente a me notaro dietro l'invito da me notaro fatto a detto signore testatore di apporre a queste sue disoiszioni la prima firma.
* Lorenzo Torrini
* Antonio Torrigiani testimone
* Gaetano Lottini testimone
* Antonio Castri testimone
* Luigi Coppini testimone
* Dottore Michele Fabbrichesi notaro a Firenze
Note:
avuoè = Funzionario ministeriale incaricato di rappresentare le parti dinanzi a determinati tribunali e di svolgere atti procedurali.
coodicillus post testamentum
19 novembre 1801
Sempre dal "Repertorio generale de testamenti" risulta che Lorenzo abbia redatto testamento nel 1801 e precisamente:
- Torrini Lorenzo figlio di Giuseppe, notaro Pietro Bechi, 19 novembre 1801
(Notarile Moderno: notaio Pietro Bechi di Giovan Gualberto, Firenze, 1774 - 1803, estremi prot. 30005 - 30020, n.16, atti or. 5, estremi atti orig. 15101 - 15105)
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Codicillus post testamentum
Al nome di Dio amen. L’anno di nostro signore Gesù Cristo milleottocentuno Indizione quarta e questo dì diciannove del mese di novembre Pio settimo Pontefice sedente e Sua Maestà Lodovico Primo Infante di Spagna Re dell’Etruria e Principe ereditario di Parma, Piacenza, Guastalla eta.etc.etc. felicemente dominante.
Fatto in Firenze e nel Convento dei Reverendissimi Padri di S. Maria Maggiore e precisamente nella Cappella contigua all’altra maggiore e quivi presenti:
- Il molto Rev.do Padre Francesco Casati Sagrestano di detto Convento
- fra Felice Pini
- fra Giuseppe Guidi
- fra Filippo Vannini e
- fra Giovanni Cotenni
tutti religiosi di detto Convento
alle cose infrascritte testimoni rogati.
Essendo che il sig. Lorenzo del fu Giuseppe Torrini di Firenze facesse il suo ultimo nuncupativo testamento che si dice sine scriptis, nel quale disponesse delle sue cose, che però in questo suddetto giorno il prudente sig. Lorenzo del fu Giuseppe Torrini di Firenze, quale sano per la Dio grazia di mente, senso, vista, udire, loquela e intelletto, e di corpo, ha determinato dopo il fatto suo testamento per questa particolare disposizione in vigore del presente codicillo di aggiungere e accrescere alcune cose conforme dispone, ordinò e ordina, e fece e fa nel modo e forma che appresso e cioè:
* Primieramente come è obbligo d’ogni fedele cristiano raccomandò e raccomanda l’anima sua all’Onnipotente Iddio ed alla Santissima Vergine ed a tutta la celestiale Corte del Paradiso, cacciò l’assistino nel punto del passaggio che farà da questa all’altra vita (?)
Item jure legati lasciò e legò all’Opera di S. Maria del Fiore di questa città di Firenze la solita tassa di lire tre e soldi dieci secondo gli ordini.
* Alla Congregazione dei Poveri sotto l’invocazione di S. Giovanni Battista dice non voler lasciare cosa alcuna.
* Item jure legati ac omni melioris modo detto Sig. codicillare lasciò, e legò al sig. Tommaso Bartolini di lui ministro della
Bottega e negozio di droghiere posto in Mercato Vecchio. L’entratura della di lui attuale Bottega con tutti gli attrezzi esistenti in essa, ninno escluso, né eccettuato a tenore dell’inventario mentre il medesimo si ritrovi all’attuale servizio al tempo della morte di esso sig. codicillare, incaricando il medesimo conforme incaricò ed incarica a prestare la sua opera ed attività nell’esigenza di tutti i crediti e debitori al negozio, e Bottega ed incaricandolo parimenti alla pronta e sollecita vendita di tutte le mercanzie esistenti in essa per conto ed interesse degli eredi instituiti da detto sig. codicillare nel suo testamento e con obbligo preciso a detto sig. Bartolini legatario suddetto di dare ogni mese alla
sig.ra Colomba Romei, consorte di detto sig. codicillare libbre due caffè, libbre due zucchero e libbre due cioccolata ogni mese vita natural durante di detta signora Colomba Romei, che egli ordina, comanda, e vuole che così sia.
* Item jure legati ac omni melioris modo esso sig. codicillante lasciò e legò alla signora Colomba Romei sua consorte tutto l’uso ed usufrutto di tutta la biancheria di ogni sorte eccettuata la biancheria di detto sig. codicillare vita natural durante di detta signora Colomba Romei sua consorte, che così ordina, comanda e vuole.
* Item detto sig. codicillare per l’esecuzione ed ultima volontà del fatto suo testamento e del presente suo codicillo elesse ed elegge e deputò e deputa e nominò e nomina per esecutori testamentari e del presente suo codicillo i signori Ferdinando Pozzolini, e Bartolommeo Marchionni, e Tommaso Bartolini, raccomandandosi per l’amor di Dio a dare esecuzione al di lui fatto testamento ed al presente codicillo e per le beghe ed incomodi che i predetti signori Pozzolini, e Marchionni si prenderanno ai soli due esecutori lasciò e lascia scudi dieci per ciascheduno da pagarseli nel termine di mesi sei, dando, e concedendo ai medesimi tutte le facoltà solite darsi e concedersi a simili esecutori.
* E questa disse detto sig. codicillare essere stata ed essere la sua ultima volontà e codicillo quale vuole e vuole che voglia per ragione di codicillo, o donazione causa mortis o di qualunque altra ultima e più sussistente volontà che valer possa, informando detto sig. codicillare il suo testamento in tutte l’altre sue parti e volendo che questo abbia il suo effetto e vigore.
Testamento 13 luglio 1804
Sempre dal "Repertorio generale de testamenti" risulta che Lorenzo abbia redatto testamento nel 1804, e precisamente:
- Torrini Lorenzo figlio di Giuseppe, notaro Giovanni Fabbrini, 13 luglio 1804
Notarile Moderno: notaio Giovanni Francesco Fabbrini di Pier Francesco, Vicchio, 1783 - 1808, estremi prot. 30927-30930, n.4, atti or. 2, estremi atti orig. 15510 - 15511.
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Testamento
Al nome di Dio amen. L'anno di nostro Signore Gesù Cristo milleottocentoquattro Indizione Romana settima e questo dì tredici del mese di luglio Pio settimo Pontefice e S.M. Carlo Lodovoco Infante di Spagna re dell'Etruria etc.etc.etc. e S.M. Maria Luisa Infanta di Spagna regina reggente d'Etruria felicemente dominante.
Fatto e rogato il presente testamento nella città di Firenze e segnatamente nello studio di me notaro infradetto posto nel popolo di S.Maria Maggiore ed in Via detta della Forca quivi presenti per testimoni a tale effetto avuti e pregati cioè:
1 L'eccellentissimo sig. Dr. Gaspero del fu Ill.mo sig. Vicario Domenico Leoni di Firenze.
2 L'eccellentissimo Sig. Dr. Cesare del fu Ecc.mo sig. Dr. Carlo Maria Donnini di Pontremoli.
3 L'ecc.mo sig. Dr. Gaetano dell'ecc.mo sig. Dr. Sebastiano Lazzerini di Prato.
4 L'ecc.mo sig. dr. Giuseppe del fu sig. Agostino del Borgo di Firenze.
5 Il sig. Giovanni del sig. Giuseppe Nardini di Barberino di Mugello.
6 Il sig. Ignazio del fu sig. Giovanni Bronchetti di Firenze.
7 Il sig. Mattia d'Ignazio Cecchi di Firenze.
Essendochè per divina disposizione sia determinato che ciascun vivente debba morire, e che in mente umana sia incerto il momento in cui debba rendersi l'anima al suo creatore onde il prudente e saggio sig. Lorenzo del fu Giuseppe Torrini di questa città di Firenze sano per grazia di Dio di mente, vista, udito, loquela ed intelletto e di corpo ancora riflettendo a questa infallibile verità sia determinato di disporre dei suoi averi e sostanze nel modo e forma che appresso cioé:
In primo luogo come buon cattolico romano raccomandò, e raccomanda l'anima sua all'Onnipotente Dio suo creatore, alla gloriosissima sempre vergine, e madre Maria, al di lui santo angiolo custode, ed a tutti i santi, e sante della celeste corte acciò le impetrino da Dio il perdono delle sue colpe per giungere poi con essi a godere l'eterna gloria nel Paradiso.
E quando l'anima sua sarà separata dal corpo ordina, e vuole, che in suffragio della medesima sia fatto un decente mortorio con far celebrare numero cento messe con l'elemosina di lire due per messa, e quanto alla tumulazione del di lui corpo desidera che questo sia tumulato a sterro nella Chiesa di S. Gaetano e S.Michele Bertelli detta di S. Gaetano di questa città, o altrimenti nella Chiesa di S. Marco Vecchio fuori della Porta a S. Gallo di questa città.
Item * Per ragione di legato e per validità del presente testamento lasciò e lascia all'Opera di S. Maria del Fiore di questa città di Firenze la solita tassa di lire tre e soldi dieci per una sola volta.
Item * Interrogato da me notato infrascritto secondo gli ordini se volesse disporre di alcuna cosa a favore della Congregazione dei Poveri di S. Giovanni Battista di questa città, rispose di non essere disposto.
Item * Per ragione di legato per dar luogo alla verità confessò e confessa di aver ricevuto in dote e per dote dalla signora Maria Colomba Romei sua dilettissima consorte la somma, e quantità, di scudi trecento.
Item * Per ragione di legato ed in ogni miglior modo e volendo dimostrare alla detta signora Maria Colomba Romei sua amatissima consorte il suo attaccamento e insieme la sua gratitudine per la premura ed assistenza prestata al detto signor Testatore in ogni occorrenza lasciò e lascia alla detta signora Maria Colomba Romei il pieno, libero ed intero uso ed usufrutto della sua eredità di Lei vita natural durante e fintantoché la medesima si manterrà in stato vedovile, liberandola conforme la liberò e la libera dal dover dare qualunque cauzione da garantendo et fruendo, ed al più debba servire ed essere sufficiente la sola cauzione giuratoria, dando e concedendo facoltà alla medesima sua consorte di poter disporre di qualche parte dei mobili, e robe che si troveranno nella casa mortuaria del detto sig. testatore senza essere tenuta a renderne conto ed imputarle nel suo credito dotale, e nell'usufrutto come sopra lasciatole, e senza che l'infrascritto signor Erede possa darle perciò molestia per il quale effetto lasciò, e lascia con titolo di legato alla detta signora Maria Colomba sua consorte quelle robe delle quali disponesse come sopra.
Item * Per ragion di legato, ed in ogni miglior modo lasciò e lascia a tutti i suoi lavoranti del negozio di droghiere che in tale qualità si ritroveranno al tempo della di lui morte scudi tre per ciascheduno per una sol volta.
Item * Per ragion di legato, ed in ogni miglior modo lasciò e lascia al signor Tommaso Bartolini suo ministro l'utile dominio e le ragioni livellari della
Bottega posta in Mercato Vecchio di questa città nella quale detto signor Testatore esercita attualmente l'arte di droghiere e che è di dominio diretto dei RR Monaci di S. Maria degli Angioli di questa città con l'entratura che competesse al detto signor testatore tanto in detta bottega che nel magazzino o stanza annessa alla quale si ha la comunicazione dalla detta bottega e di più lasciò e lascia a detto signor Tommaso Bartolini tutte le mercanzie d'uso di detto negozio di droghiere che si troveranno descritte nel Libro dei Bilanci con dover perciò essere a carico di detto Sig. Bartolini di pagare ai RR monaci degli Angioli l'annuo canone e quant'altro fosse loro dovuto, non meno che la pigione del detto magazzino o sia stanza annessa a detta bottega al Padrone diretto della medesima ed ogni altro aggravio che posasse sopra detti fondi, senza che l'Eredità di detto signor testatore per causa di detta bottega e stanza possa essere tenuta a cosa alcuna e con che parimente il suddetto
sig. Tommaso Bartolini debba dare alla signora Maria Colomba Romei moglie di detto sig. testatore ogni mese di Lei vita natural durante libbre quattro cioccolata, libbre due caffè e libbre quattro zucchero il tutto di buona qualità e di più debba pagare al sig. Priore pro tempore della chiesa di S. Gaetano e S. Michele Bertelli detta di S. Gaetano di questa città scudi sedici l'anno in perpetuo per doversi da detto Priore con detti annui scudi sedici fare ogni anno in perpetuo la S. Novena di S. Michele nella ricorrenza di detto Santo e dedotto l'importare alla spesa occorrente per detta novena ogni restante di detti scudi sedici debba erogarlo nella celebrazione di tante messe con l'elemosina di paoli due e mezzo per messa nelle mattine di detta Novena per il quale oggetto detto signor testatore conforme ha asserito a me notato infradetto, ha supplicato per l'opportuna grazia e facoltà; e nel caso che non potesse ottenersi la detta Grazia il suddetto sig. Tommaso Bartolini in luogo avere di pagare i detti annui scudi sedici al R. Priore pro tempore della detta chiesa di S. Gaetano debba pagare in perpetuo i detti scudi sedici ogni anno prima alla detta signora Maria Colomba Romei sua consorte per di Lei vita naturale durante e dipoi all'infradetto suo sig.re Erede e suoi successori con facoltà peraltro al suddetto sig. Bartolini di potere affrancare il detto annuo aggravio di scudi sedici con destinare un fondo cauto e sicuro di soddisfazione della detta signora Maria Colomba Romei e dell'infradetto sig. Erede universale che sia dell'annua permanente e sicura rendita di scudi sedici.
Item * Ordina, comanda e vuole detto sig. testatore che seguita che sia la sua morte dagli infradetti suoi signori esecutori testamentari si faccia un diligente inventario di tutto ciò che si ritroverà nella sua eredità e specialmente di tutte le mercanzie e crediti che al tempo della sua morte si ritroveranno nel suo negozio di drogheria e nei suoi magazzini, e quindi debba realizzarsi il loro importare mediante l'esazione dei nomi dei debitori e la vendita delle mercanzie da farsi nel negozio medesimo nel modo istesso che attualmente si pratica da detto sig. testatore salvo che rimanendo piccola quantità di dette mercanzie gli infradetti signori esecutori testamentari possino vendere detti residui in partita con preferire il suddetto sig. Tommaso Bartolini suo ministro con accordargli un guadagno onesto in ragione di frutto sul costo e non volendo essere preferito possono venderli ad altri liberamente, ed effettuata che sia la detta realizzazione di detti signori esecutori testamentari con l'intelligenza e consenso della detta sig.ra Maria Colomba Romei e dell'infradetto sig. Erede universale debbano rinvestire questi capitali in beni di suolo e in cambi con debitori cauti e sicuri dichiarando ed ordinando ancora detto sig. testatore che fintantoché non sia seguita la detta realizzazione il suddetto sig. Tommaso Bartolini non possa pretendere, nonostante il legato ordinato come sopra a di lui favore, che li sia rilasciata libera e vacua la detta bottega con dovere perciò essere a carico della sua eredità il pagamento di tutti gli aggravi pesanti sopra detta bottega e stanza, non meno che gli scudi sedici annui di che nel legato ordinato a favore di detto sig. Bartolini fintantoché non sia lasciata al medesimo libera e vacua la bottega e stanza annessa suddetta.
Item * Tutti gli altri suoi beni poi mobili, immobili, tanto liberi che livellari e di qualunque natura siano, semoventi, gioie, ori, argenti, crediti, debiti, azioni, ragioni, tanto presenti che future e finalmente in tutto quello e quanto detto sig. testatore si ritroverà avere e possedere al tempo della sua morte nessuna cosa esclusa né eccettuata suo erede universale instituì ed instituisce, fece ed essere volse e vuole che sia, e di sua propria bocca nominò e nomina il sig. Lorenzo del fu signor Francesco Torrini suo dilettissimo nipote di fratello, pregandolo a suffragare l'anima di detto sig. Testatore nelle sue orazioni e non volendo, o non potendo detto sig. Lorenzo essere erede costituì e costituisce
i tre figli maschi del fu sig. Luigi Torrini, bisnipoti di detto sig. testatore e rispettivi nipoti di fratello di detto sig. Lorenzo erede instituito tutti per eguale porzione.
Esecutori poi della presente sua ultima disposizione deputò e deputa, elesse ed elegge i signori Giuseppe Reali, Bartolommeo Marchionni, il signore Antonio Conti attuale scrivano di detto signor testatore ed il suddetto signor Tommaso Bartolini ai quali raccomandò e raccomanda la soprintendenza ed esecuzione di quanto sopra ha disposto e terminato la detta realizzazione e rinvestimenti, i sopraddetti signori esecutori debbano conseguire per remunerazione dei loro incomodi e per dimostrazione della gratitudine che loro professa il sig. testatore per l'assunzione di tale incombenza scudi dieci per ciascheduno una sola volta, oltre il dovere essere continuata a detti signori Conti e Bartolini la solita loro provvisione fintantoché non sia stata effettuata la realizzazione dei nomi dei debitori e delle mercanzie sopra ordinata dal detto sig. testatore.
E questa detto testatore disse, ed apparì essere stata ed essere e volere che sia la sua ultima volontà e testamento quale se per detta ragione non valesse vuole, che voglia per ragione di legato, di codicillo o di donazione per causa di morte, ed in ogni altro migliore e più valido modo, che possa di ragione valere e tenere, dichiarando di avere inteso di fare la presente disposizione a forma del disposto alle veglianti leggi e non altrimenti in forma che se in qualche parte fosse contraria alle leggi predette debba ciò aversi per non scritto e non voluto, cassando, revocando ed annullando ogni altra ultima disposizione che avesse fatta in passato e della quale occorresse fare speciale menzione.
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